{"id":3852,"date":"2025-03-26T12:00:26","date_gmt":"2025-03-26T11:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.somicmf.org\/la-lectio-divina-dei-poveri\/"},"modified":"2025-03-26T12:19:15","modified_gmt":"2025-03-26T11:19:15","slug":"la-lectio-divina-dei-poveri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.somicmf.org\/it\/la-lectio-divina-dei-poveri\/","title":{"rendered":"LA LECTIO DIVINA DEI POVERI"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n<p><p>L'ultimo marted\u00ec di ogni mese, le Missionarie di Sant'Antonio Maria Claret organizzano una Lectio Divina itinerante con i nostri fratelli e sorelle senza dimora. L'incontro si svolge a partire dalle otto di sera \u201ca casa di Paolo\u201d. Dopo la chiusura dei negozi vicino a Piazza San Pietro, mentre qualche turista ancora passa, Paolo posa la sua valigia a terra e la copre con un lenzuolo. \u00c8 l'altare attorno al quale raduna un piccolo gruppo di amici \u2013 persone in situazione di indigenza, volontari di una parrocchia vicina, alcuni sacerdoti, religiosi\/e, laici \u2013 per ascoltare e meditare la Parola di Dio.<\/p><\/p>\n\n<p><p>Questa \u00e8 un'iniziativa della comunit\u00e0 in cui vive suor Elaine Lombardi MC, che dopo diversi anni di accompagnamento in questa realt\u00e0, crede che le \u201cpersone senza tetto\u201d abbiano bisogno non solo di cibo e coperte, ma anche di qualcosa di pi\u00f9. Come indica Papa Francesco nell'<em>Evangelii Gaudium <\/em>in uno dei passi pi\u00f9 interpellanti di questa esortazione apostolica: \u201cDesidero affermare con dolore che la peggior discriminazione di cui soffrono i poveri \u00e8 la mancanza di attenzione spirituale. L\u2019immensa maggioranza dei poveri possiede una speciale apertura alla fede; hanno bisogno di Dio e non possiamo tralasciare di offrire loro la sua amicizia, la sua benedizione, la sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e la proposta di un cammino di crescita e di maturazione nella fede. L\u2019opzione preferenziale per i poveri deve tradursi principalmente in un\u2019attenzione religiosa privilegiata e prioritaria\u201d (EG 200).<\/p><\/p>\n\n<p>Questa \u201clectio divina di strada\u201d \u00e8 un segno che cerca di rispondere a questa preoccupazione sollevata da Papa Francesco: offrire un\u2019attenzione spirituale ai poveri. Ogni incontro \u00e8 un\u2019esperienza unica di comunione e speranza. Nel mezzo del trambusto della Citt\u00e0 Eterna, che lentamente si spegne, la piccola assemblea si riunisce attorno alla Parola, cercando in essa consolazione e forza. Le riflessioni emergono dalla realt\u00e0 concreta di chi partecipa. Alcuni condividono le loro esperienze di lotta quotidiana, altri esprimono la loro gratitudine per aver trovato in questo spazio un momento di pace. La Parola di Dio illumina le ombre della strada e ricorda a ciascuno la propria dignit\u00e0 e il proprio valore. Non c\u2019\u00e8 fretta, non ci sono distanze: in questa \u201ccasa di Pablo\u201d, tutti sono fratelli e sorelle.<\/p>\n\n<p>Oltre alla preghiera e alla riflessione, l\u2019incontro diventa un\u2019opportunit\u00e0 per offrire aiuto concreto. I volontari distribuiscono caff\u00e8 o t\u00e8 caldo, panini e alcune coperte per la notte fredda. Tuttavia, come insiste suor Elaine, la cosa pi\u00f9 importante \u00e8 il tempo condiviso, l\u2019ascolto attento e il riconoscimento di ogni persona nella sua storia e nella sua sofferenza: manifestare il calore di una comunit\u00e0 che accoglie e accompagna. \u201cIl Vangelo ci chiama a guardare i poveri con gli occhi di Ges\u00f9\u201d, dice un giovane volontario. \u201cA volte crediamo che aiutare significhi solo dare cose materiali, ma loro ci insegnano che la cosa pi\u00f9 preziosa \u00e8 sentirsi amati, ascoltati e compresi\u201d.<\/p>\n\n<p>Man mano che la notte avanza e la Lectio Divina giunge al termine, si elevano alcune intenzioni spontanee: per la salute, per il lavoro, per un\u2019opportunit\u00e0 di riscatto. Infine, un Padre Nostro e la benedizione segnano la chiusura dell\u2019incontro, ma non la fine della fraternit\u00e0. Molti restano a conversare, a condividere esperienze e a rafforzare i legami che questa iniziativa ha permesso di creare. Per coloro che partecipano, questa lectio divina itinerante \u00e8 un promemoria che la fede si vive nell\u2019incontro con l\u2019altro, specialmente con coloro che il mondo tende a dimenticare. \u00c8 un segno del Regno di Dio che si fa presente sulla strada, nella notte, nel cuore di coloro che, anche in mezzo alle difficolt\u00e0, continuano a confidare e sperare.<\/p>\n\n<p>Nel contesto di quest\u2019anno giubilare dedicato al tema della speranza, \u00e8 opportuno ricordare il significato biblico del giubileo come \u201canno di liberazione\u201d, cos\u00ec come lo descrive il profeta Isaia (61,1-2). Il passo di Isaia 61,1-2 occupa un posto centrale nel racconto del Vangelo di Luca, che narra la visita di Ges\u00f9 a Nazaret (Lc 4,14-30). In questa scena inaugurale, che ha un valore programmatico e solenne, Ges\u00f9 proclama un messaggio profondamente trasformativo durante una liturgia nella sinagoga. Dopo aver letto: \u00abLo Spirito del Signore \u00e8 sopra di me; per questo mi ha consacrato con l\u2019unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libert\u00e0 gli oppressi, a proclamare l\u2019anno di grazia del Signore\u00bb (Lc 4,18-19). Ges\u00f9 afferma: \u00abOggi si \u00e8 compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato\u00bb (Lc 4,21).<\/p>\n\n<p>L\u2019\u201canno di grazia\u201d \u00e8 un tema chiave in questo testo e richiama il Giubileo dell\u2019Antico Testamento, un tempo di liberazione, restituzione ed equit\u00e0 che segnava il perdono dei debiti e la libert\u00e0 per gli schiavi. Tuttavia, Ges\u00f9 ridefinisce questo concetto come un tempo di grazia universale, escludendo qualsiasi idea di vendetta divina. La grazia di Dio, cos\u00ec come la presenta Ges\u00f9, non discrimina n\u00e9 esclude; \u00e8 un dono offerto a tutti, in particolare ai pi\u00f9 poveri ed emarginati.<\/p>\n\n<p>Luca sottolinea che il messaggio di Ges\u00f9 non pu\u00f2 essere ridotto a un\u2019interpretazione meramente spirituale. I \u201cpoveri\u201d a cui si riferisce sono coloro che sono esclusi dai beni di questo mondo, e l\u2019annuncio della Buona Novella implica una trasformazione concreta nella loro vita. Per secoli, un\u2019eccessiva spiritualizzazione della povert\u00e0 ha portato la Chiesa ad allontanarsi dalla sua missione originaria: l\u2019annuncio del Regno di Dio e della sua giustizia.<\/p>\n\n<p>Sant\u2019Antonio Maria Claret lesse il testo di Isaia e Luca in chiave vocazionale:<\/p>\n\n<p><p><em>\u00abIl Signore mi fece capire che dovevo predicare non solo ai peccatori, ma predicare e istruire anche le persone semplici della campagna e delle borgate; e perci\u00f2 mi fece sentire quelle parole: \u201cI miseri e i poveri cercano acqua, ma non c\u2019\u00e8; la loro lingua \u00e8 riarsa per la sete. Io, il Signore, risponder\u00f2 loro, io, Dio d\u2019Israele, non li abbandoner\u00f2. Far\u00f2 scaturire fiumi su brulle colline, fontane in mezzo alle valli; cambier\u00f2 il deserto in un lago d\u2019acqua, la terra arida in zona di sorgenti\u201d (Is 41,17-18). <\/em><\/p><\/p>\n\n<p><p><em>In modo tutto particolare, il Signore mi fece intendere quelle parole: \u201cSpiritus Domini super me et evangelizare pauperibus misit me Dominus et sanare contritos corde<\/em>\u201d (Lc 4,18)\u00bb. (Aut 118)<\/p><\/p>\n\n<p>Claret comprese che la sua missione non era solo quella di salvare i peccatori dall\u2019inferno, ma concretamente di raggiungere i pi\u00f9 poveri e poco istruiti. Anche lui comprese la vocazione dei suoi missionari alla luce di queste parole. Ispirato da Isaia e Luca, cap\u00ec che la sua missione e quella dei suoi missionari era di andare incontro ai pi\u00f9 bisognosi. Oggi diremmo: andare nelle periferie geografiche ed esistenziali.<\/p>\n\n<p>In questo senso, la Lectio con i poveri di Piazza San Pietro diventa una testimonianza viva di una Chiesa in uscita, che si impegna concretamente con coloro che ne hanno pi\u00f9 bisogno. Nella \u201ccasa di Paolo\u201d, la Parola si incarna nella realt\u00e0 delle persone senza dimora, la fede si vive attraverso la comunione, il riconoscimento della dignit\u00e0 umana e la solidariet\u00e0 genuina. Questa esperienza ci ricorda che il messaggio del Vangelo non \u00e8 meramente una proclamazione, ma un invito a lasciarsi annunciare la Buona Notizia con umilt\u00e0, attraverso gli stessi poveri, che con la loro testimonianza rivelano il volto trasformante e umanizzante del Vangelo. Cos\u00ec, nel freddo e nella notte che avvolgono la Citt\u00e0 Eterna, si riafferma l\u2019impegno ad accompagnare, liberare e dare speranza, rendendo tangibile lo spirito del Giubileo e la promessa di un anno di grazia per tutti. I poveri ci evangelizzano!&#13;\n&#13;\n<\/p>\n\n<p>Edgardo Guzm\u00e1n CMF <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;ultimo marted\u00ec di ogni mese, le Missionarie di Sant&#8217;Antonio Maria Claret organizzano una Lectio Divina itinerante con i nostri fratelli e sorelle senza dimora. L&#8217;incontro si svolge a partire dalle otto di sera \u201ca casa di Paolo\u201d. 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